ARCHIVIO NITTI BALDINI

Chi era Maria Luigia Baldini

Cenni biografici su Maria Luigia Baldini Nitti Laureata a Bologna in Giurisprudenza, poi in esilio a Parigi con il padre, dove si laurea in Lettere Moderne e si specializza all’Ecole des Chartes alla Sorbona. Partecipa in “casa Nitti a rue Vavin” alle trame essenziali dell’antifascismo italiano in Francia. Treves, Modigliani, Sturzo, Saragat, Nenni, Tarchiani e molti altri passano per quella casa. Nel dopoguerra è animatrice delle file socialiste dell’UDI (Unione Donne italiane) e consigliere comunale a Ravenna come “indipendente di sinistra”. Negli anni ’50 e ’60 è la figura familiare di seconda generazione più presente nella vita, soprattutto estiva, di Villa Nitti a Maratea, popolata dalla generazione dei nipoti di Nitti. A 98 anni racconta la sua vita a Stefano Rolando, dalla terrazza della sua casa davanti a Villa Massimo a Roma. Ne nasce “Il mio viaggio nel secolo cattivo” (Bompiani, 2008), presentato per la prima volta al Centro culturale Nitti di Melfi, lei presente. Con la costituzione della Fondazione Nitti è presidente onorario. Le sue ceneri sono state sparse nel mare sotto Villa Nitti ad Acquafredda.

L’archivio

Il fondo archivistico in oggetto è formato dalle carte di Maria Luigia Baldini Nitti (Ravenna 1911, Roma 2012), nuora di Francesco Saverio Nitti in quanto moglie del figlio Giuseppe – deputato liberale nella prima legislatura repubblicana – nonché figlia di Nullo Baldini, fondatore della cooperazione romagnola e deputato socialista pre-fascista.
Il progetto esecutivo è stato autorizzato dalla Soprintendenza per i Beni Archivistici e Bibliografici di Puglia e Basilicata con nota prot. n. 1983 del 19.09.2017. La supervisione scientifica dell’intero progetto è stata curata dalla dottoressa Angela Castronuovo, archivista professionista in possesso di diploma di Archivistica, Paleografia e Diplomatica, collaboratrice della società esecutrice dei lavori.

L’attività di riordino, inventariazione e digitalizzazione dell’archivio di Maria Luigia Baldini Nitti, composto da numerosi documenti inediti dello statista melfitano, o a lui strettamente riconducibili, consistenti in corrispondenza, materiale fotografico e altri documenti, rientra tra gli obiettivi istituzionali della Fondazione e, suo tramite, del Comune di Melfi in quanto contribuisce alla valorizzazione del patrimonio immateriale e identitario della comunità locale.
Le carte si trovano presso la Fondazione Nitti in Melfi, Vico San Pietro n. 1. e stralcio di quelle private. Nella prima fase di riordino l’archivio è stato oggetto di ricognizione e schedatura delle unità documentarie, con l’indicazione del soggetto produttore, dell’oggetto sommario o della natura della documentazione, dell’arco cronologico, di eventuali segnature precedenti.

Attualmente è nella disponibilità di Patrizia Nitti, attuale Presidente dell’Associazione F.S. Nitti, socio fondatore della Fondazione F.S. Nitti. Si ritiene che una parte importante della documentazione sia riferibile alla vita della famiglia Nitti ad Acquafredda dopo la guerra, prima e dopo la morte di FSN. Un’altra parte è riferibile alla diretta testimonianza della proprietaria, frequentratrice tra l’altro di casa Nitti a Parigi durante l’esilio, frequentata in quel periodo da alcuni tra i maggiori antifascisti italiani (Treves, Modigliani, Sturzo, Saragat, Nenni, Tarchiani e altri).

Per ogni unità archivistica sono date le seguenti indicazioni: serie ed eventuali sottoserie archivistiche; titolo originale o attribuito; eventuali segnature archivistiche di riordini precedenti; segnatura attuale; estremi cronologici. L’inventario sarà corredato di un’introduzione storica e archivistica e degli opportuni indici.

Il progetto archivistico

Il progetto sull’archivio preveva preliminarmente l’inventariazione e la separazione della corrispondenza dalla documentazione, con selezione e stralcio del materiale destinato a restare privato secondo le volontà della titolare. Successivamente la valorizzazione del materiale documentale pubblicamente fruibile, attraverso il riordino, l’inventario, la digitalizzazione/fotoriproduzione e la messa in rete, con opportuni strumenti di mediazione quali un indice analitico, un motore di ricerca interno ed eventuali credenziali di accesso.

Nell’ultima fase si è proceduto alla fotoriproduzione dei documenti oggetto di precedente schedatura informatica, con particolare riferimento al copioso materiale fotografico e all’epistolario riferito a Francesco Saverio Nitti, interamente inedito, per circa 1.500 documenti. Ogni documento, restituito ad alta risoluzione, è stato opportunamente etichettato in digitale per l’abbinamento alla relativa scheda di inventario. Per quanto riguarda la valorizzazione della schedatura informatica, è stata effettuata la relativa elaborazione tecnica per consentire la consultazione da remoto (tramite il sito web della Fondazione) dell’intero inventario, al quale si potrà accedere beneficiando di opportuni criteri di ricerca di tipo semantico e cronologico, mediante uso del software Open Source “ArchiVista”, ampiamente diffuso in ambiente scientifico e il cui utilizzo era stato preventivamente comunicato alla Soprintendenza in fase di approvazione del progetto generale. A valle della consultazione dell’inventario, l’attuale modalità di divulgazione prevede altresì la possibilità di trasmettere “a uso studio” l’immagine digitale del documento originale, previa richiesta e qualificazione online da parte del richiedente. Tali modalità potranno essere riviste in futuro, di concerto con la famiglia, la Soprintendenza e la Regione Basilicata.

I destinatari

I destinatari sono quindi gli studiosi, storici del Novecento e biografi di Nitti, ma anche la più vasta comunità lucana e gli utenti del turismo culturale, attraverso nuove elaborazioni quali esposizioni temporanee e la predisposizione di parte della documentazione a un utilizzo permanente nella casa natale di Nitti a Melfi, in vista della sua trasformazione museale.

Esempio di documenti in archivio

Il software per la fruizione e visualizzazione

1 ) scarica il software per la visualizzazione dell’archivio ARCHIMISTA

2) scarica istruzioni di installazione software e visualizzazione dell’archivio

N. B. Per richiedere l’archivio occorre obbligatoriamente compilare il form sottostante specificandone l’utilizzo che se ne intende fare, inoltre vanno rilascati tutti i propri dati e recapiti personali, grazie.