Centro Nitti

Il Centro culturale “Francesco Saverio Nitti” è nato con il sostegno delle politiche nazionali per il Mezzogiorno, secondo progetti sostenuti da Filomena Nitti Bovet (figlia dello statista lucano) concepiti all’inizio del 1960. Deliberato nel 1972, costruito nel quadro di infiniti ostacoli, il Centro è stato portato a compimento a metà degli anni ottanta nonostante il terremoto che colpì la Basilicata nel novembre del 1980.

Riprogettato dal punto di vista dei contenuti nel 1986, l’immobile è lasciato deperire, nel quadro di irrisolte questioni di competenza e comunque di diffusa incuria, fino al suo totale degrado e nel vuoto assoluto di iniziativa. La sala audiovisivi, le sei sale per conferenze e dibattiti, gli spazi per le mostre e per la biblioteca, l’atrio polivalente, le sale di accoglienza e di ristoro, gli impianti per i disabili sono rimasti inutilizzabili per anni.

Nel 1995 – a seguito di una mai dimessa proposta di recupero e riutilizzo, con il sostegno di pochi operatori locali, coordinati dal Prof. Mauro Tartaglia, fedeli all’idea originaria del valore civile e sociale del Centro – la Presidenza del Consiglio dei Ministri, per iniziativa del Dipartimento per l’Informazione (nei suoi programmi di promozione culturale), ha portato alla ribalta il tema, promuovendo una riflessione sulla necessità dell’equilibrio tra i nuovi sviluppi industriali della città di Melfi e il recupero della sua identità storica connessa al patrimonio e alle attività culturali. Tema per altro dibattuto anche attraverso altre iniziative di centri di cultura sociale, quali il Censis e il Formez.

Nel 1996 il Consiglio Comunale di Melfi ha deciso di destinare risorse per dare attuazione agli impegni (nel quadro della spesa comunale per il settore abitativo). Un dibattito promosso dal Rotary Club locale ha messo in evidenza alcune importanti solidarietà tra progetti pubblici e privati (vi partecipano il direttore generale dei Beni Culturali, pubblici amministratori locali e regionali, professori universitari, esponenti del sistema impresa).

Nel 1997 l’Amministrazione comunale ha incontrato alcuni esponenti della famiglia Nitti-Bovet per ristabilire le volontà connesse al progetto di riqualificazione del Centro culturale. Nello stesso anno la ricostruzione del Cento è fatta rientrare tra le opere di riqualificazione urbana previste nel Piano integrato privato definito dall’accordo di programma siglato dal Comune di Melfi, dalla Regione Basilicata e dall’Astor immobiliare.

Nel 1999 il progetto per la ricostruzione del Centro è stato rielaborato, mentre nel 2001, d’intesa tra la famiglia Nitti e la civica Amministrazione, è stata costituita l’Associazione Francesco Saverio Nitti.

Foto inaugurazione centroL’anno successivo il Consiglio comunale di Melfi ha approvato la rimodulazione delle opere di riqualificazione che rientravano nell’accordo di programma dando priorità al Centro culturale. Sempre nel 2002 sono iniziati i lavori di riqualificazione del l’immobile che sono terminati nel 2004. Nel 2005 la Regione Basilicata ha finanziato l’arredamento del Centro culturale che è stato inaugurato il 15 dicembre 2007 alla presenza di Maria Luigia Nitti Baldini, nuora dello statista lucano, Presidente onorario della Fondazione.