Vito Bardi Regione Basilicata Nitti

Bardi: Nitti, un esempio per le future generazioni

Ricorre oggi l’ anniversario della nascita di Francesco Saverio Nitti, nato a Melfi il 19 luglio 1868, che fu capo del governo italiano tra il 1919 e il 1920. 

Lo abbiamo ricordato i recente proprio celebrando il centenario di quella luminosa e difficilissima esperienza politica e istituzionale affrontandone soprattutto l’ attualità.

E proprio oggi il presidente della Regione Basilicata gen. Vito Bardi esprime in un’ampia dichiarazione considerazioni lucide e importanti attorno alla figura di Nitti e anche di sostegno al lavoro che la Fondazione che porta il suo nome sviluppa da 13 anni, in sintesi con le istituzioni, nazionali e della Basilicata. 

Di ciò – pubblicando il suo testo –  lo ringraziamo vivamente. 

Stefano Rolando 

Presidente  della Fondazione  Francesco Saverio Nitti

“Oggi ricorre l’anniversario della nascita di uno dei figli più illustri della nostra amata terra lucana, Francesco Saverio Nitti (19 luglio 1868, Melfi – 20 febbraio 1953, Roma).

Credo non sia mai abbastanza ricordare questo straordinario statista lucano che tanto impegno ha profuso a difesa del Paese e, in particolare del Sud, in momenti particolarmente difficili della storia nazionale.

Nitti è stato un intellettuale e poi un politico. La competenza guidò il suo impegno pubblico, fu precursore di idee e progetti che, a distanza di oltre un secolo, restano ancora validi per la loro capacità di mettere al centro l’interesse della comunità, nazionale e locale. È stato il primo meridionalista al governo, pur senza mai lesinare critiche alla classe dirigente del Meridione.

Fu il primo politico a immaginare e realizzare un ruolo attivo dello stato in economia, con insediamenti produttivi soprattutto al Sud. Ricordiamo, per la nostra terra lucana, il “Lago Nitti” a Muro lucano e il Regio Istituto Zootecnico a Bella. Incredibili innovazioni in un mondo che correva velocissimo. E che si fermò dinanzi alla Grande Guerra.

Nitti si trovò a guidare il Paese in uno dei momenti più belli ma complicati della storia patria, quello della Vittoria. Il trionfo nella prima guerra mondiale e la necessità di ricostruire la nazione sia sul piano morale che economico, lo condussero a immaginare e a promuovere un progetto di pace europea. Un’idea lungimirante che ebbe a realizzarsi purtroppo solo 30 anni dopo.

Pagò la fedeltà alle sue idee e al suo rigore nei confronti del fascismo con l’esilio e poi, nella repubblica, con la marginalizzazione. Anche in Assemblea Costituente, ebbe modo di mettere in guardia il nuovo ordine democratico dai mali della partitocrazia e di certo regionalismo, con discorsi di incredibile attualità soprattutto per quanto riguarda il Mezzogiorno.

Oggi abbiamo la necessità di recuperare quella visione proprio perché viviamo in un presente isterico, incapace di analizzare e di affrontare i problemi strutturali con il medesimo vigore e la lungimiranza di Francesco Saverio Nitti.

Dopo la pandemia che ha messo in ginocchio l’intero pianeta, l’insegnamento nittiano ci è ancor più utile di ieri. La sua visione nazionale, inserita nel contesto europeo, il suo meridionalismo intellettualmente onesto – mutuato dalle lezioni di Giustino Fortunato – e mai cieco dinanzi ai limiti della borghesia del Sud, sono di incredibile attualità.

Dal canto nostro continueremo a valorizzare la sua figura anche attraverso la Fondazione a lui intitolata per conoscere e recuperare ulteriormente la sua straordinaria eredità di pensiero e di azione. Francesco Saverio Nitti fu un grande lucano e dovrà essere un esempio per le future generazioni”.

Così il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi.

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